il minotauro

con Nadia Brian, Paola Cesen, Elisa De Grandis, Valentina Manente, Barbara Menoncello, Lorena Nascimben, Barbara Pillon, Paolo Rampin, Lorenza Trentin
regia Barbara Riebolge
aiuto regia Nicola Cecconi
drammaturgia Barbara Riebolge
produzione Ailuros (2013)

“Costruirò un labirinto nel quale potermi perdere con chi mi vorrà trovare: chi l’ha detto e a proposito di che cosa?” Arianna

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Il labirinto non è una prigione, ma una prova da superare. Il mito del Minotauro racconta che Minosse, re dell’isola di Creta, tenesse prigioniero nel labirinto Asterione, uno dei suoi figli, il terribile Minotauro, metà uomo metà toro. Ogni anno sette giovinetti e sette fanciulle ateniesi venivano dati in pasto al mostro. Fu Teseo, con l’aiuto di Arianna, anch’essa figlia di Minosse, a uccidere il mostro e liberare Atene dal terribile tributo. Ma chi era davvero Arianna? cosa simboleggia il rito del labirinto? chi è Teseo?

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Libero adattamento di “L’elmo del terrore. Il mito del Minotauro” di Viktor Pelevin, “Il Minotauro” mette in scena un labirinto contemporaneo, fatto si stanze in cui dei prigionieri cercano di capire dove sono e chi li ha rinchiusi. Arianna si smarrisce in sogno in una città antica. Un nano le spiega che il signore e creatore della città, dotato di poteri illimitati, si chiama Asterisk ed esige un tributo di uomini, che dovranno partecipare a un gioco e morire sacrificati nella sua arena. Rinchiusa in una stanza dove c’è una tastiera e uno schermo a cristalli liquidi, Arianna scrive un messaggio che dà via a una chat, alla quale partecipano altri personaggi, tutti chiusi, senza sapere come, in stanze uguali, perduti in un labirinto di schermate e di parole, in attesa di aggrapparsi a un filo (a un link) o che giunga un Teseo a liberarli o un Minotauro a divorarli.